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Diario
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13 aprile 2016


NOTA DELL'AUTORE in data 14 aprile 2016

L'articolo è stato completato il 3 aprile 2016.
Ad oggi sono state apportate solamente piccolissime modifiche sull'impaginazione e sulla forma (sintassi, morfologia e cose così).
Nessuna modifica è stata invece apportata sui contenuti.

L'articolo è stato da me pubblicato il 4 aprile 2016 come blog post sul noto sito Chess.com (http://www.chess.com).
E' stato pubblicato in lingua italiana e in 2 parti (per la sua lunghezza).

Dopo 4 giorni (l'8 aprile) è stato senza alcuna comunicazione rimosso all’improvviso da parte del sito.
Dopo altri 6 giorni (il 14 aprile)  - e dopo che avevo chiesto spiegazioni via mail -  è stato ripristinato ed è ora accessibile.
Al riguardo, si possono leggere su it.hobby.scacchi il post http://tinyurl.com/hgvsc5g del giorno 8 aprile u.s. più i post successivi (il topic su IHS ha lo stesso titolo di questo articolo).



--



L'ARTICOLO



«SERGEY KARJAKIN e la sfida mondiale con Carlsen»


Desidero iniziare con alcune precisazioni.

- La prima: nel mio post su IHS (il newsgroup "it.hobby.scacchi" su Google Groups) intitolato "Torneo dei Candidati 2016 - Compendio" [http://tinyurl.com/gl5cyz4], pubblicato la sera del 28 marzo u.s., avevo parlato dello sponsor (al singolare) di Karjakin, ma in realtà  - come racconterò dettagliatamente nell'articolo -  sono stati due gli sponsor che hanno seguito Sergey nel torneo.
- La seconda: quest'articolo non mira in alcun modo ad incensare o a denigrare Sergey ma è semplicemente un insieme di notizie di rilievo che ho cercato di unire nella maniera migliore possibile prendendo spunto dalla sua fresca e meritata vittoria al Torneo dei Candidati.
- La terza: le notizie sono state tratte da siti in diverse lingue, con varie difficoltà per la loro traduzione; ho messo il massimo impegno per cercare di non sbagliare e spero di non essere incorso in errori; nel caso fosse però passato qualcosa di errato, sono pronto a qualsiasi rettifica del caso.


Verso metà novembre dell'anno scorso, mentre la nazionale russa stava disputando in Islanda il campionato europeo per squadre nazionali, Sergey Karjakin a Mosca aveva tenuto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale "M. V. Lomonosov" un incontro con gli studenti.

Dopo avere preso parte ad una serie di tornei in sequenza ravvicinata nell’ultimo periodo (tra cui il Campionato europeo per squadre di club in Macedonia del mese prima, giocato con la maglia italiana dell’Obiettivo Risarcimento di Padova), Sergey stava prendendo una pausa di riposo datagli dallo staff tecnico della nazionale.

Qualche mese prima, ad aprile, presso la sopra menzionata Facoltà era stata inaugurata una scuola di scacchi  - aperta e gestita dallo stesso Sergey -  alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Federazione scacchistica russa Andrey Filatov e del Direttore dell’Ufficio di rappresentanza della FIDE in Russia Berik Balgabaev.


Torniamo a novembre.

Nel corso dell’incontro, basato su domande e risposte, Karjakin ad un certo punto disse che il suo manager Zangalis si stava muovendo alla ricerca di sostegno (economico) e di avere avuto per due anni uno sponsor personale, risultato di grande aiuto (lo sponsor in questione è il Gruppo Alpari, un importante broker che opera nel settore del forex, il mercato delle valute; Alpari aveva sponsorizzato Karjakin per un paio di anni a partire dall'agosto del 2012).

Sergey disse anche che l’anno prima aveva investito tutti i fondi ricevuti dallo sponsor per formare un team composto da quattro allenatori più un medico personale e per una una preparazione in trasferta al mare in Egitto.

Aggiunse che era arrivato a capire che era necessario passare a cinque allenatori, inserendo un personal trainer per la preparazione fisica e psicologica, nonchè pagare una società per la cura delle pubbliche relazioni.

Un mese e mezzo prima aveva vinto la World Cup acquisendo uno dei due pass per il Torneo dei Candidati 2016 riservati ai due finalisti e in considerazione del fatto che il TdC si sarebbe tenuto a Mosca era particolarmente importante l'aspetto delle relazioni pubbliche, spiegò.


Facciamo qualche passo indietro, per meglio comprendere il discorso nel suo complesso.

Karjakin nel 2009 aveva cambiato nazionalità ed era passato dalla Federazione ucraina a quella russa, e lo aveva fatto  - come da lui stesso dichiarato -  principalmente per una questione di carattere tecnico.

Aveva il preciso obiettivo di diventare campione del mondo, e riteneva di non poterlo realizzare senza un adeguato supporto tecnico.

Non vedeva in Ucraina allenatori che potessero essergli di concreto aiuto.

Mancanza di allenatori di un certo livello, mancanza di sponsor.

Avrebbe voluto lavorare con l’allenatore russo Yuri Dokhoian (per molti anni secondo addirittura di Sua Leggenda Garry Kasparov) ma ciò non era possibile a causa di una norma di carattere politico della Federazione russa.

Nessuno lo ascoltava, e visto che la sua pazienza si era esaurita aveva deciso di compiere il grande passo e cambiare bandiera andando a stabilirsi a Mosca.

In ogni caso non si era trattato a suo dire di un qualcosa di enorme in quanto si è sempre considerato per molti versi russo (a tale riguardo recentemente ha dichiarato: “parlo russo, penso in russo, quindi sono del tutto una persona russa”).

Il cambiamento  - sottolineava -  non era finalizzato al guadagnare di più bensì all’avere la possibilità di crescere tecnicamente con l’appoggio della Federazione russa.

Appena completato il trasferimento dalla Crimea aveva iniziato a lavorare permanentemente con il suddetto Dokhoyan e con Alexander Motylev, e grazie all’aiuto di questi due allenatori non ci aveva messo molto ad entrare nelle Top Ten mondiale (ingresso avvenuto con l’aggiornamento elo della lista Fide di novembre 2010).

Sergey  - il quale parla con termini di riconoscenza e di affetto di Dokhoyan e Motylev, tuttora suoi allenatori (“il mio sostegno, si potrebbe dire la mia casa”) -  passati un po’ di anni aveva cominciato a pensare che doveva rafforzare lo staff tecnico.


E qui ci ricolleghiamo al discorso di cui sopra.


Prima però aggiungo al volo un paio di note su Karjakin.

Il giorno precedente quello dell’ufficializzazione dell’adozione della cittadinanza russa, avvenuta il 25 luglio 2009 con decreto dell’allora Presidente della Federazione russa Medvedev, Sergey si era sposato (all’età di 19 anni e mezzo) con l’ucraina Kateryna Dolzhikova; il suo matrimonio era però crollato nel giro di poco tempo; si è successivamente fidanzato con la russa Galia Kamalova, conosciuta casualmente nel disbrigo di pratiche burocratiche a Mosca, unendosi con la medesima in matrimonio il 17 maggio 2014 (i due hanno un figlio, nato lo scorso ottobre).

Dopo l’annessione della sua nativa Crimea alla Russia, avvenuta a marzo del 2014, Sergey  - estremamente contento -  postò pubblicamente sul proprio profilo Instagram una foto [http://www.instagram.com/p/qwru4aOrnB] in cui indossa una t-shirt con il volto di Putin e con sotto la scritta “non lasceremo indietro i nostri ragazzi”, ricordando orgogliosamente in questo modo le dichiarazioni di quel periodo da parte del leader russo (“sono assolutamente a sostegno di tutto ciò che fa”, ha detto di lui Karjakin).


E ora torniamo ancora al suo incontro con gli studenti del novembre dell’anno scorso e precisamente al punto in cui egli spiega che dopo essere passato da due allenatori a quattro ha deciso di passare a cinque in vista del Torneo dei Candidati 2016 (staff medico a parte).

Rispondendo ad una domanda specifica, Sergey dice che per allestire il team servono “centinaia di migliaia di euro”.

Qualche tempo prima, nel corso di un’intervista, parlando dei costi in generale che si trova a dover fare fronte un qualsiasi scacchista professionista di alto livello aveva detto che per comprare, per esempio, semplicemente un computer con software adeguati e all'avanguardia bisogna sostenere una spesa di circa 50.000 dollari.

Qualche altra domanda e l’incontro con i ragazzi ha termine.


Arriviamo all’ultimo giorno del 2015.

Intorno a mezzogiorno Karjakin con un post sul proprio profilo Facebook annuncia di avere stipulato un contratto con il Gruppo GK Morton, un gruppo di società che opera nel campo delle costruzioni immobiliari.

Sergey scrive che il Gruppo sostiene una serie di progetti nello sport e di essergli molto grato, e dice anche che il contratto è finalizzato alla preparazione del Torneo dei Candidati e che è per tre mesi (in pratica fino al termine del torneo stesso); dice pure che è in programma un’intensa preparazione con il suo team, quest’ultimo composto da allenatori, un medico e un fisioterapista.

Nel corso di varie interviste rilasciate nel periodo successivo dirà che era proprio quello che ci voleva prima del Torneo dei Candidati in modo da poter fare fronte alle spese che per ogni partecipante aumentano per la formazione della propria squadra in vista di tale importante torneo, aggiungendo che è prevista la possibilità di prolungare la scadenza del contratto al termine del periodo.


Non finisce qui.

Passa l’11 gennaio, con Sergey che in occasione del secondo anniversario dalla morte del suo collega ed amico Vugar Gashimov ricorda il medesimo sui social network (Sergey ci tiene a date, ricorrenze e cose di questo tipo, e a parte ciò aveva un profondo legame con il prematuramente scomparso Vugar).

Passa il compleanno (26 anni) il 12 gennaio.

Il 13 gennaio il suo manager Kyrillos Zangalis (già tirato in ballo in questo articolo, e sul quale tornerò anche dopo) esce con un post “esplosivo” sul proprio profilo Facebook (il suddetto post di Sergey ha ricevuto 55 “like”, questo addirittura “76”): il Gruppo Alpari, che già era stato sponsor di Karjakin, si ricongiunge al medesimo e affianca il Gruppo Morton in vista dell’imminente torneo “Tata” di Wijk aan Zee e del Torneo dei Candidati, con un contratto preliminare dal 15 gennaio al 1° di aprile.

Il manager aggiunge orgogliosamente (e giustamente) che per la prima volta nella storia degli scacchi russi due grandi sponsor collaborano contemporaneamente con un Grande Maestro.

Zangalis dà l’annuncio addirittura due giorni prima dello sponsor!

Alpari dà infatti l’annuncio il 15 gennaio, pubblicando sul proprio sito una nota per i propri clienti.

Nella nota lo sponsor tra le altre cose sottolinea una dichiarazione (del giorno prima) di Karjakin, il quale ricordando il predente periodo di rapporto con Alpari dice che grazie ai finanziamenti avuti era stato in grado di ampliare lo staff tecnico e in particolare assumere Rustam Kasimdzhanov, “uno dei migliori allenatori del mondo” (anche su Kasimdzhanov tornerò dopo), e spiega di avere grazie a ciò accumulato un archivio impressionante di conoscenze ed esperienze, tale da consentirgli di vincere la World Cup 2015 e avere così un posto nel Torneo dei Candidati 2016, aggiungendo di essere molto contento che Alpari abbia ripreso la collaborazione e che si tratta di un regalo meraviglioso per i suoi 26 anni.

Ecco una foto, recentemente postata, che ritrae Sergey con due esuberanti P.R. di Alpari: http://i.imgur.com/aalxyVz.png (immagine pubblica tratta dal profilo della PR Manager Anastasia Maximenko sul social network VKontakte).

En passant, c’è da dire che il Gruppo Alpari aveva attraversato un brutto momento nel gennaio del 2015 quando si era trovato a subire pesanti perdite a causa di alcune inaspettate azioni della Swiss National Bank in campo valutario (in un primo momento, prima che venisse pubblicata una nota di chiarimento sul sito web del Gruppo, i media avevano utilizzato termini come “fallimento”, “insolvenza”, “bancarotta”).


N.B. Per vedere i vari patch degli sponsor sulla giacca di Karjakin (solo Alpari; solo Morton; Alpari e Morton insieme, come nell’ultimo Torneo dei Candidati), è sufficiente fare una semplice ricerca (magari per immagini) su Google riferendosi ai periodi interessati (comunque, per dare un’idea, inserirò in fondo a quest’articolo il link di un’immagine tratta dalla cerimonia di chiusura del Torneo dei Candidati 2016).


Avevo lasciato in sospeso un discorso su Zangalis ed uno su Kasimdzhanov.


Zangalis

Kyrillos Zangalis è dal 2012 “promotore”, addetto alle pubbliche relazioni e manager di Karjakin, come dichiarato dal medesimo in un’intervista di un paio di anni fa.

E’ lui che è riuscito a trovare entrambi gli sponsor di Sergey, ed è sostanzialmente grazie a lui che è stato possibile avviare e realizzare il team formato da preparatori e staff medico.

E’ convinto sostenitore della tesi che gli scacchi dovrebbero trovare maggiori appoggi economici, al pari di varie discipline sportive.

Da marzo del 2013 è addetto all’Uffico Stampa della Federazione scacchistica russa (o, come scrive lui, “PR Director”).

Inoltre scrive articoli per il quotidiano sportivo russo di punta “Sport Express” (e in precedenza aveva scritto per il quotidiano “Sport Sovietico”).

Molti degli articoli sono sul suo pupillo Karjakin, okay, ma devo dire che ho trovato molto buoni (piuttosto ampi, bene argomentati e nel complesso interessanti) diversi suoi pezzi (se interessati, date per esempio un’occhiata a http://tinyurl.com/gwkswgd o agli altri in calce allo stesso, del periodo in cui lavorava per Sport Sovietico).

Il suo rapporto professionale con Sergey, come detto iniziato nel 2012, è nato dopo un colloquio avuto col medesimo nel 2011 e dopo la maturazione in un anno di una reciproca simpatia tra i due (con frequenti contatti su Skype).

Kyrillos aveva in mente di cercare di realizzare sul piano professionale e commerciale con Sergey qualcosa sul genere di quello che Carlsen da tempo teneva in piedi sotto tali profili.

Negli ultimi tempi è stato protagonista di una polemica con Evgeny Surov di Chess-News.ru, nella quale guardando bene è stato a dire il vero tirato per i capelli da un attacco partito da Surov [post pubblico dal profilo Facebook di Zangalis: http://tinyurl.com/zd8m466].

E’ in buoni rapporti professionali con Espen Adgestein, il manager di Magnus Carlsen (e questo lo evidenzio anche perchè più avanti, quando parlerò dei rapporti di Karjakin con Carlsen, sarà interessante notare un parallelismo).


Kasimdzhanov

Grande Maestro; campione del mondo FIDE 2004/2005; il suo Paese è l’Uzbekistan; conoscente fin dai primi anni Novanta di Zangalis (quest’ultimo è nato in Uzbekistan ma ha successivamente cambiato nazionalità passando a quella russa), con il quale ha lavorato assieme e del quale è amico.

Qui si apre un capitolo piuttosto complesso, fatto di intrecci vari.

Cercherò di semplificare.

Prima ho scritto che in una dichiarazione del gennaio di quest’anno Karjakin ha menzionato ed elogiato Rustam Kasimdzhanov, dicendo tra le altre cose che anche grazie a questi è riuscito a vincere la World Cup 2015 e a staccare un biglietto per l’ingresso al Torneo dei Candidati 2016.

Per non ingenerare confusione, c’è da dire che quando Sergey ha partecipato alla World Cup, tra settembre e ottobre, Rustam non era più nel suo staff ed era diventato il secondo di Fabiano Caruana (il quale all’epoca, se non ricordo male, precisò che comunque non aveva cessato il rapporto professionale col suo allenatore Vladimir Chuchelov).

Kasimdzhanov, non dimentichiamolo, prima dei rapporti con Karjakin e Caruana era stato un secondo di Anand in occasione di varie sfide mondiali di Vishy.

La notizia del rapporto professionale tra Rustam e Fabiano era uscita durante la Sinquefield Cup, disputata tra agosto e settembre.

Venne data sul web dal sito Chess24 il 28 agosto (io la riportai subito su IHS [http://tinyurl.com/j7yyd7t]).

Non può passare inosservato il fatto che nella partita decisiva tra Karjakin e Caruana nell’ultimo turno del Torneo dei Candidati da poco concluso il fantasma dell’uzbeko possa avere aleggiato nell’aria!


Prima della seconda parte di quest’articolo, dedicata in buona parte ai rapporti di Karjakin con Carlsen, ho deciso di scrivere qualcosa (in nome della trasparenza) su un episodio un po’ oscuro (e, come dicono alcuni, un po’ “fangoso”) che riguarda Sergey.

Non scriverò, invece, un elenco delle sue numerose vittorie in quanto ciò può essere facilmente reperibile nei vari siti web con biografie, albi d’oro, ecc.

Mi limito a ricordare che:
- Sergey ha cominciato a vincere e ad aggiudicarsi gare (individuali, di nazionale e di club) da giovanissimo e continua costantemente a farlo (voglio menzionare la singolare e brillante impresa di cui si è reso protagonista lo scorso anno quando da solo è riuscito a sconfiggere l'intera rappresentativa nazionale cinese in un match con un formato molto particolare tra Cina e Russia!);
- a gennaio del 2002, quando non aveva ancora compiuto i 12 anni (!), è stato secondo di Ponomariov in occasione del match di finale mondiale FIDE di questi con Ivanchuk;
- è detentore del record mondiale, tuttora imbattuto, di giocatore ad aver raggiunto nella storia il titolo di Grande Maestro in più giovane età.

Ecco, è proprio a proposito di quest’ultimo punto che entra in ballo il suddetto episodio un po’ oscuro.

Sergey conquistò la terza e definitiva norma e il titolo di Grande Maestro il 12 agosto 2002 all’età di 12 anni e 7 mesi esatti in un torneo di 7^ categoria disputato a Sudak in Crimea.

All’epoca era Maestro Internazionale ed aveva due norme acquisite nella parte iniziale di quello stesso anno.

Il torneo era su 13 turni e la norma di GM si raggiungeva con 10 punti [scheda torneo: http://theweekinchess.com/html/twic407.html#6].

Con 10 punti esatti Sergey arrivò 3° nella classifica finale, dietro Vasily Malinin (primo) e Alexander Areshchenko (secondo).

A tutt’oggi non si sono però ancora concluse alcune polemiche sull’acquisizione di quel titolo (e su ciò che il record può avergli dato in termini di popolarità e introiti).

Su internet è da parecchi anni presente una lettera aperta firmata dal suddetto Vasily Malinin, il quale nell’ambito di un discorso più ampio racconta come si svolsero i fatti asserendo che il padre di Sergey si mosse per comprare il mezzo punto che serviva al figlio per arrivare a 10 punti [lettera Malinin: http://bs-chess.com/tourn/spb/21/malinin.html].

Per quel che ho potuto verificare girando un po’ in rete tali affermazioni non sono state ad oggi smentite.

C’è anche chi sostiene un'ipotesi inversa, ossia che può darsi che le cose non siano andate nel modo raccontato da Malinin bensì in modo opposto.

Secondo tale ipotesi, a proporre l'accordo potrebbe essere stato Malinin  - che aveva già acquisito il punteggio necessario per la norma -  ma avendo ottenuto un rifiuto e avendo poi perso la partita raccontò poi quella storia.

C’è in ogni caso da dire che se anche fosse vera la versione a sfavore di Karjakin è difficile pensare che Sergey a quell’età fosse consapevole delle (eventuali) manovre del padre e che potesse eventualmente opporsi alle stesse.

C’è pure da dire che comunque Sergey in quel periodo aveva già un punteggio elo di 2.523 (ben superiore, quindi, a 2.500) e che il suo nome e la sua forza erano già noti a livello internazionale.

Nel gennaio del 2010 Sergey Karjakin si mise a disposizione di un noto sito web russo (http://crestbook.com, gestito da Sergei Shipov) rispondendo alle domande degli utenti in una sorta di diretta all’interno del forum del sito (http://kasparovchess.crestbook.com).

In quell’occasione, un utente tirò in ballo l’argomento.

Karjakin non si sottrasse alla risposta e sostenne che in tutta onestà non era a conoscenza della lettera, aggiungendo che se l’avesse saputo sarebbe intervenuto (senza chiarire come) in merito.

Raccontò, per quel che la memoria poteva consentirgli, alcuni particolari di quel torneo del 2002 a Sudak, dicendo che su disposizione arbitrale c’erano stati alcuni rinvii di partita (forse a causa di alcuni doppi turni, però non ricordava bene il motivo).

Ma, arrivando al punto della questione, disse che la partita con Vasily Malinin venne giocata, eccome; venne giocata in modo onesto, e lui (Sergey) aveva una carica incredibile.


Quanto sopra  - come detto -  per la trasparenza.


Ma passiamo ad altro.


Come persona, Karjakin ha un carattere pacioso e gioviale ma quando è il caso non si sottrae a qualche presa di posizione ad effetto o a qualche dichiarazione incisiva.

Si possono citare le sue prese di posizione a favore di Putin (una di queste attuata attraverso la foto su Instagram citata sopra), o il giudizio espresso (rispondendo ad una domanda) diversi anni fa su Nakamura con cui (se ho tradotto bene) asseriva che Hikaru si comportava abbastanza adeguatamente di persona e invece in modo sporco e disgustoso su ICC, o ancora una sua “frecciatina” al termine di una press conference che narro qui di seguito.

L’episodio avviene al torneo GP di Khanty Mansiysk dell’anno scorso (maggio), nella press conference in studio al termine della partita tra lui e Caruana.

Durante la partita era successo che ad un certo punto, nella quinta ora di gioco, Sergey aveva richiesto l’intervento arbitrale per una presunta ripetizione di posizione e dopo le verifiche era stato accordato il risultato di pareggio.

Poi però era saltato fuori che la ripetizione in realtà non c’era e a quel punto era stato fatto riprendere il gioco, nonostante il risultato di parità nel frattempo già convalidato con le firme dei due giocatori sui formulari.

La partita era poi terminata comunque patta.

In press conference Sergey, rispondendo alla fine ad una precisa domanda sulla qualità professionale dell’arbitro, sottolinea “But anyway he made a mistake when he said it’s a draw”.

Sergey, inoltre, mostra in un’altra circostanza all’obiettivo il suo formulario con la firma sua e quella di Caruana, e l’immagine viene poi ripresa e pubblicata dalla Federazione russa sul sito ufficiale [http://tinyurl.com/zsgkwya (in russo) e http://tinyurl.com/zfuvdf3 (in inglese)] e sul profilo Twitter [http://tinyurl.com/jccxb34] della stessa.


E mi avvio alla conclusione di questo lungo articolo.


Sergey Karjakin si giocherà quindi con Magnus Carlsen nel prossimo mese di novembre la possibilità di strappare al medesimo la corona mondiale.

Tutto quello che ho raccontato fin qui dimostra che Karjakin è giunto ben preparato sotto ogni aspetto al Torneo dei Candidati, e molto di più di quanto si possa immaginare fuori dagli ambienti che costantemente lo seguono.

Tale enorme preparazione tecnico-fisico-psichica ovviamente non sarebbe però stata sufficiente se non unita ad un gran talento e ad una grande forza di base.

Certo, al di là di tutto è chiaro a chiunque che una cosa è il Torneo dei Candidati e un’altra cosa è il match con Carlsen, vista la potenza scacchistica e la classe del biondo norvegese.

Tutti sono convinti che Magnus vincerà il match.

Forse non con un margine non ampio, ma senza immani difficoltà.

Beh, se è per questo lo penso un po’ anch’io.

Punterei su Carlsen.

Non saprei se avremo una lunga serie di partite noiose o se invece usciranno partite (perlomeno qualcuna) scoppiettanti ma penso che il vincitore sarà Magnus.

In ogni caso, Karjakin arriverà di certo preparatissimo sotto ogni profilo e se la giocherà.

Sergey ha più e più volte dichiarato nel corso degli anni di sognare fin da bambino di diventare campione del mondo.

Ora è a un passo dal realizzare il suo sogno.


Karjakin e Carlsen

Karjakin si trova in svantaggio negli scontri diretti con Carlsen: lo score (tempo standard) è di 1 vittoria per lui, 3 vittorie per Magnus e 12 patte (i due si fronteggeranno di nuovo già al torneo Norway Chess, che inizierà il 18 aprile p.v.).

Per completezza di informazione, secondo ChessGames.com e secondo Leonard Barden sul “Guardian” (il quale però forse ha fatto riferimento proprio a ChessGames) i pareggi sarebbero 15.

Al riguardo c’è da dire che in una delle risposte dell’intervista rilasciata a Yuri Volohov e pubblicata il 10 marzo u.s. su SportSov.ru Sergey parla di 12 patte.

Quindi, o Sergey si sbaglia oppure è sbagliato il dato di Chessgames (a volte, per esempio, vengono conteggiate partite blitz e rapid come partite classic).

Per quanto riguarda la preparazione al match, Karjakin darà molto probabilmente ancora importanza a quella in zone di mare.

Sopra avevo ad un certo punto parlato di una sua trasferta al mare in Egitto, argomento tirato fuori nel corso dell’incontro con gli studenti presso la Facoltà di Giurispridenza dell’Università di Mosca del novembre dell’anno scorso.

In realtà non è l’unica volta in cui Karjakin ha parlato di mare.

Per esempio, ne aveva parlato già parlato qualche mese prima in un’intervista.

In quella circostanza disse che il suggerimento  - rivelatosi azzeccato -  era partito da Galia quando erano ancora fidanzati.

Disse che per lui, proveniente dalla Crimea, non c’è clima migliore di quello del mare, con l’acqua salmastra, il sole e la brezza.

Entrando nei dettagli, disse di fare una full immersion con allenamenti di tattica e strategia per quanto riguarda gli scacchi e di ginnastica, nuoto, pallavolo e palestra per quanto riguarda l’aspetto muscolare. Il tutto unito a sedute di massaggi.

Ma su questo genere di argomento era tornato anche poco prima dell’inizio del Torneo dei Candidati.

Il 3 marzo u.s., ad una settimana circa dal via del torneo, durante una conferenza stampa con l’Agenzia di informazioni russa RIA Novosti (in cui erano presenti anche il Vice Presidente ed il CEO dello sponsor Morton) Karjakin aveva dichiarato di essere appena tornato dal mare di Dubai, dove con gli allenatori Dokhoyan, Motylev e Potkin si era rilassato e aveva svolto una grande preparazione.

Ecco perché dicevo che Karjakin arriverà di certo preparatissimo alla sfida con Carlsen.

Per quanto riguarda i rapporti tra i due c’è da dire che sono ottimi da tempo.

C’è una stima reciproca e c’è amicizia.

Entrambi sono nati nel 1990: Sergey ha compiuto i 26 anni il 12 gennaio mentre Magnus li compirà il 30 novembre (che tra l’altro, stando al calendario fornito dalla Fide, sarà il giorno conclusivo del Campionato del mondo).

Hanno dunque la stessa età e quando possono trascorrono volentieri dei momenti insieme.

Si tengono in contatto con internet comunicando su Skype.

E’ capitato che durante i tornei abbiano giocato insieme a tennis.

Una volta, durante un torneo a Mosca, andarono al bowling e rimasero fuori tutta la notte, rientrando alle 6:00 di mattina. Ma Magnus non era ancora sazio e volle vedere la città. Allora decisero di continuare la loro uscita, che da serale era così diventata prima notturna e poi mattutina.

In bocca al lupo a entrambi!



IMMAGINI

[Foto tratta dal n° 5 del 2011 di “New In Chess”. Il titolo di quel numero della rivista fa probabilmente riferimento al torneo di Bazna (Romania), denominato “Kings Tournament”, conclusosi poco prima della pubblicazione del magazine, torneo che Carlsen e Karjakin avevano dominato terminando al primo posto alla pari e imbattuti (Carlsen si aggiudicò il torneo per spareggio tecnico).]

[Norway Chess, giugno 2014: Magnus Carlsen si felicita con Galia per il matrimonio con Sergey di poche settimane prima. Foto del sito ufficiale del Norway Chess http://norwaychess.no.]

[Karjakin con il trofeo del primo premio del Torneo dei Candidati 2016 tra (da sinistra a destra, guardando la foto): Kirsan Ilyumzhinov, Presidente della FIDE; Igor Levitin, Assistente del Presidente russo Putin e Vice Presidente del Comitato Olimpico russo; Andrey Filatov, Presidente della Federazione scacchistica russa. Foto di Oleg Nikishin tratta dal sito GettyImages.com.]

[L'abbraccio tra Sergey Karjakin e il suo manager Kyrillos Zangalis dopo la vittoria di Sergey. Foto tratta dal profilo Facebook di Andreas Kontokanis.]

[Il tweet con cui  - subito dopo la vittoria di Karjakin nella partita con Caruana dell’ultimo turno del TdC -  Carlsen si felicita e si complimenta con il vincitore (le due icone rappresentano un pollice up e un grosso bicipite, quest’ultimo probabilmente in riferimento al bel sacrificio Txd5 con cui Sergey ha deciso la partita).]



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Author:  Riccardo Musso (Treviso, Italy)
Date:  3 april 2016
E-mail address:  chessworld@libero.it
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permalink | inviato da ilMusso il 13/4/2016 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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